Commento all’ultimo di Augias: Inchiesta sul cristianesimo

Ciao Renzo,

non ho letto tutto il libro di Augias, ma solo i primi capitoli, in questi giorni sono un poco preso, ma ti fornisco il mio commento, in relazione a questa prima lettura.


 

Tutto quanto è scritto è corretto, non ci sono dati sbagliati o inesattezze. Tuttavia ci sono semplificazioni e omissioni. Fermo restando che la istituzione chiesa cattolica è fatta di uomini che molto probabilmente hanno i loro interessi, che in passato ci sono state le crociate etc etc…tutto il tema è più complesso. Ma per sviscerare il tema uno deve avere anche un obiettivo, altrimenti non si capisce né perché lo debba sviscerare, ovvero quale movente lo muove, e neppure le linee di ragionamento che lo guidano. Quale è l’obiettivo di Augias? Dire che la trinità non compare nel vangelo, così come non compare che Gesù è il figlio di Dio etc…serve a poco o nulla, questo lo si sa, o comunque basta leggerlo per saperlo. Il tema è un altro: perché ad un certo punto si è detto questo? Augias dice in sostanza “tizio ha inventato questa cosa perché doveva contrastare, per motivi di solito politici o economici, Caio”. Questo non è sempre vero. Anzi, fino a Costantino è decisamente falso. E’ vero forse tra Costantino e Lutero, dopo Lutero si può dire che la politica e la fede si sono intrecciate in modo che oggi è quasi impossibile distrigarle, infatti la New Age è la risposta a questo. (piuttosto, la riforma non è partita con Lutero ma con Erasmo da Rotterdam e l’umanesimo…che significa che è stato un movimento e, non un uomo, a “capire”).

Facendo un passo indietro, chi avrebbe “inventato” i fatti suddetti? All’inizio, insieme alla redazione delle Scritture (che sono davvero a ridosso dei fatti, almeno per le lettere di Paolo e per Matteo) ci sono state parecchie correnti che hanno in vari modi interpretato i fatti e le Scritture, tra queste lo gnosticismo, poco dogmatici e simili nel modo di muoversi alla odierna New Age, allo zen per certi versi.

Se guardi Luca 1,1-4 emerge chiaramente che Luca scrive il vangelo per “chiarire”, e non risulta da nessuna parte, neppure ad  Augias, che Luca abbia avuto alcun vantaggio politico o economico, all’inizio era religione, nel senso più esoterico del termine. Allo stesso modo Ireneo da Lione, Anastasio, Ambrogio, Agostino e altri, fino a Costantino, hanno scritto e “inventato” quelle cose non tanto per assoggettare qualcuno, anzi erano pure perseguitati e uccisi, ma, spesso, lo hanno fatto per fede. Vai su wikipedia e leggi la storia di Agostino, quello era disperato, le aveva provate tutte, pure un figlio aveva fatto (piuttosto, si chiamava Adeodato), solo in tardissima età, dopo un lungo percorso di ricerca è approdato al cristianesimo, avrà detto cose giuste, avrà detto cose sbagliate…ma dire che ha “creato” una religione perché oggi, dopo 1500 anni, papa Benedetto XVI lo mettesse nel di dietro ad Augias mi sembra davvero eccessivo, prova di una profonda ignoranza e manipolazione che Augias fa (ma almeno fa i soldi beato lui). Io non concordo con Agostino, sia chiaro, e neppure con Benedetto XVI, ma rispetto chi si è fatto ammazzare per dire la sua idea, anche se non la condivido. Le invenzioni non sono sempre invenzioni, ma sono spesso ricerca, esegesi, ispirazione (giusta o sbagliata, che piaccia o no); fino al V secolo il cristianesimo era più questo che manipolazione…dopo il V secolo, fino al medioevo in effetti c’è stato un periodo buio. Alla fine c’è una interpretazione per ognuno. Se ad Augias piace Gesù come uomo, troverà anche questa, e non solo dall’illuminismo in poi, già per gli gnostici la croce non significava nulla, era l’esempio che contava, non la morte. Ma per altri non era così. Io per esempio mi sento vicino al pensiero degli gnostici, per la chiesa cattolica sarei un eretico, fino a 200 anni fa mi avrebbero ucciso…ma con questo non mi indigno se qualcuno la pensa diversamente.

Ora, a me pare, che Augias anziché dire Tizio e Caio sono corrotti, come fa per esempio La Casta, con nomi e cognomi e fatti, getti discredito su filoni della religione che possono non essere condivisibili, ma che hanno una lunga tradizione e una strutturazione su basi che sono spesso (per carità non sempre) di natura spirituale e religiosa.

 

Comunque, il concilio di Trento del XVI secolo, detto della controriforma, per rispondere ai protestanti, in effetti sentenzia parecchi punti con un tono simile a quello additato da Augias; in quel concilio in sostanza si disse: “noi abbiamo ragione perché noi siamo ispirati da Dio”, che non è proprio il massimo…ma infatti per aver preso questa posizione (decisamente antipatica!) guarda che casino che è avvenuto: l’Inghilterra si è scissa, dando vita all’anglicanesimo (in pratica gli anglicani sono cristiani, simili ai cattolici, ma il loro papa è la regina); Germania, nord-europa, svizzera e boemia sono divenuti protestanti, la francia mezza e mezza e l’Italia e la Spagna non lo sono divenute solo a causa delle persecuzioni. Un vero casino, il papa pagò molto a caro prezzo quella presunzione. Però il concilio vaticano II del 1962 fa una grossa marcia indietro, si scusa con gli ebrei per l’olocausto, favorisce l’ecumenismo, approccia la tradizione in modo antitetico a quello del concilio di Trento…insomma saranno marci…ma alla fine i papi dei nostri giorni sono i meno marci degli ultimi 1500 anni, direi che ci possiamo ritenere fortunati come cristiani o come contemporanei di questi cristiani, invece, come non credenti chi se ne frega? Ma augias è sicuramente un credente, altrimenti mica se la prenderebbe così.

 

Se facessero studiare i vangeli a scuola, al posto di tanti polpettoni….

 

 

d.