Tauromachia

La tauromachia secondo l’arte di José Molina

Nelle quattro opere che colleziona la Galleria Deodato è evidente il messaggio: l’intento è dissacratorio, José Molina contesta la pratica della tauromachia e la sua tragicità, punto focale ed essenza della corrida stessa.

Due opere sono a carboncino nero e presentano due momenti distinti dello spettacolo: “Toreando” è la fase precedente a “Ferita”, il momento di massima acme della lotta.

Le altre due opere invece sono a colori e presentano le due possibili conclusioni della battaglia: “Il destino del toro” e la “Tragedia del torero”.

Se per il toro è scontato morire e andare incontro al suo destino – stabilito dall’uomo e non dalla natura – per il torero morire è una tragedia.

Con questa sottile differenza di significato Molina critica un combattimento ingiusto e dispari, che non rende giustizia né alla vita del toro né all’intelligenza dell’essere umano.

Cos’è la Tauromachia

La tauromachia è una tradizione antichissima: abbiamo notizie di questo spettacolo risalenti al II millennio a. C., quando si diffuse nella Grecia antica.

Tauromachia significa “lotta del toro”, un combattimento tra due tori, ma anche tra un toro e un uomo.

Questa tradizione si diffuse prevalentemente nel mondo mediterraneo e in Spagna è praticata ancora oggi come uno degli eventi simbolici nazionali, la Corrida.

José Molina, spagnolo di Madrid, decide di dedicare parte della sua produzione a questo tema.

Il suo scopo è quello di denunciare la tradizione del suo Paese, un’usanza feroce nei confronti degli animali, che celebra la morte con il solo scopo di godere della tragedia.

Tecniche utilizzate da Molina

Si tratta di disegni a matita su carta.

Due disegni sono in bianco e nero, due sono dipinti a colori; di questi risultano molto evidenti il giallo della terra dell’arena e il rosso del sangue, gli stessi colori della bandiera spagnola.

Il significato della scelta di Molina è sottile ma chiaro: la Spagna si macchia del sangue della sua stessa tradizione.

José Molina decide di trattare un tema molto delicato attraverso la tecnica a lui più cara, la matita, e decide di optare per uno stile un po’ inconsueto, il fumetto.

Lo stile fumettistico non rende realisticamente l’agonia della Corrida, ma smorza i sentimenti pur arrivando dritto al punto e polemizzando su questa pratica sanguinosa.