Investire in Arte Contemporanea

Vale la pena investire in arte contemporanea?

Investire in Arte Contemporanea? Deodato Salafia ci spiega la Migliore Strategia per Investire in Arte e se Investire in Arte Moderna e Contemporanea.

La risposta è: dipende. Dipende perché ci sono artisti ed opere su cui certamente vale la pena investire, altri su cui certamente è meglio non investire ed altri ancora su cui non molto si può dire né in un senso e neppure nell’altro.

Se non hai mai acquistato un’opera d’arte, oppure se ne hai acquistate pochissime, evita di investire in arte, piuttosto acquistala per cominciare a conoscere il settore.

Non consiglierei di comprare auto sportive di lusso come investimento a chi non ne ha mai guidata una, sebbene teoricamente sia possibile. Quindi se sei davvero all’inizio puoi leggere questo breve post ed anche il mio libro "Le tue Prime Cinque Opere d'Arte Contemporanea", che trovi qui.

Nel caso in cui hai già acquistato delle opere per motivi diversi dall’investimento e, avendo soldi in avanzo, oppure amando molto il settore dell’arte e vuoi decidere di investire dei soldi, devi tenere in mente un consiglio fondamentale (anzi: brutto e fondamentale), senza un gallerista con cui instaurerai un rapporto di grandissima fiducia i rischi che correrai saranno molto superiori ai guadagni.

Il fai da te nel mondo dell'Investimento dell’Arte Contemporanea purtroppo non funziona.

L’unico modo perché io sia smentito è quello che tu stesso diventi un gallerista, o almeno mercante d’arte (il mercante di norma rischia meno e non scova artist emergenti e non organizza mostre, si limita a comprare e vendere opere sul mercato secondario).

Perché per efficacemente investire in arte contemporanea devi stabilire un rapporto di fiducia con un gallerista? Per due importanti ragioni.

La prima è che tu comprerai le opere dai galleristi, oppure occasionalmente dagli artisti o dalle case d’asta.

I galleristi hanno più tempo, più formazione e presumibilmente più predisposizione al rischio nel settore dell’arte di te: i migliori affari in arte contemporanea li prenderanno i galleristi e se ti lasciano fare l’affare significa che non era poi un così grande affare.

Non hai speranza, non puoi combattere in mare aperto con uno squalo e sperare di vincere; è il loro mestiere, ricercano affari in arte dalla mattina alla sera, non puoi batterli nei ritagli di tempo.

Inoltre i galleristi sono piuttosto uniti, spesso si mettono d’accordo su chi deve o non deve fare una transazione, tu essendo fuori dai giochi sei destinato a prendere i rimasugli.

Ad ogni modo se compri da un gallerista o da altri canali ciò non significa che non possa essere un buon investimento in arte, ma non ti aspettare che lo sia a breve e neppure a medio periodo.

Ciò perché chi ti ha venduto l’opera ha posto un margine di guadagno che chiaramente il mercato deve “superare”; tra comprare da te ed un gallerista in arte alla stessa cifra, chiunque preferirà andare dal gallerista.

Nel lungo periodo (di norma sopra i 10 anni, ma possibilmente anche 15 o 20) ogni buon acquisto in arte si rivaluta, ma certamente i rischi non mancano.

Se pensi di risolvere questo problema comprando dagli artisti devo dirti che passerai dalla padella alla brace, questo punto lo spiego molto bene nel mio libro “Le tue prime cinque opere d’arte contemporanea”.

Qui posso solo dirti che un artista che venda direttamente significa che non è sotto contratto, ed un artista senza un contratto solido con i galleristi significa che ò non è nel sistema dell’arte, oppure ne sta uscendo malamente.

Il secondo motivo per cui vorrai cercare un gallerista, o più di uno, con cui lavorare strettamente è che tutti i galleristi sono sempre in ristrettezza di spazio e di soldi.

Per quanti soldi possano avere, avranno sempre una lista di opere d’arte che vorranno acquistare ma che per motivi contingenti non possono acquistare: è un tema di cash-flow.

Se un artista o un mercante d’arte può vendere 100 opere ed il gallerista sa che riesce a venderne 20 l’anno, potrebbe essere indotto a comprarne solo 40 o 50.

Questo per evitare di bloccare troppa cassa su un solo artista. Ciò però provoca al gallerista un problema enorme che è possibile sintetizzare ipotizzando alcune domande:

  • - chi comprerà le altre 50 o 60 opere?
  • - Ed a che prezzo le venderà?
  • - E se investo in promozione, ne trarrà vantaggio anche il gallerista cui andranno le altre opere?

Il miglior lavoro di promozione e ritorno dell’investimento si ottiene in una situazione di controllo del mercato.

Se vi è dietro una regia il ritorno degli investimenti è molto meno rischioso e certamente più ampio.

Ecco perché il gallerista farà di tutto per prendere tutto il lotto dell’artista.

Ed è a questo punto che tu puoi fare la differenza. Il gallerista non ti percepisce come un concorrente, ma semmai come un partner.

Quindi potrebbe farti entrare nell’operazione acquistando al costo un lotto di opere a patto che tu ti impegni, previo un giusto guadagno, a rivendere dopo un certo periodo almeno una parte delle opere e a non immetterle nel mercato direttamente.

In pratica potrai usare i soldi per fare una investimento in arte più ampio (più opere d’arte acquistate ad un costo minore) su una parte del quale avrai un ritorno degli investimenti minore (ma pur sempre di tutto rispetto) e su una parte potrai avere nel medio periodo un ritorno degli investimenti maggiore.

Lavorando con i galleristi e non in contrapposizione ad essi è l’unico modo per accertarti di comprare opere d’arte facilmente rivendibili, di avere un rischio minimo, quasi nullo direi, ed un guadagno che se nella teoria non è il massimo lo è alla luce dei fatti, per quando detto sopra.

Per un numero di operazioni significativo o per importi significativi è importante sempre valutare anche l’impatto fiscale.

Tuttavia se gli investimenti in arte hanno un orizzonte di almeno 5 anni di norma l’aspetto fiscale ha una incisione minima, anche dovuta al fatto che le plus valenze, per i privati, non sono tassate (invece lo sono per i galleristi, e ciò è un ulteriore incentivo per il gallerista lasciare a te una parte del guadagno, infatti per lui si ha un risparmio sia finanziario per il costo del denaro, sia fiscale per le tasse che comunque avrebbe pagato sulla tua plus valenza).

Ha senso Investire in Arte se hai un importo modesto? Diciamo inferiore ai 50.000 euro?

La risposta tendenzialmente dipende da un altra domanda: hai già opere d’arte in casa tua o nella tua vita?

Oppure le opere che compri per Investimento in Arte sono anche quelle che userai per arredare casa?

Se la risposta è la seconda (la più tipica), non parlare di investimento in arte, ma piuttosto di “buon acquisto in arte”.

Trovati un gallerista che ti aiuti ad orientarti, che sia sempre disposto a riprendersi le opere o almeno aiutarti a rivenderle, arreda i tuoi spazi e dormi sereno; se hai incontrato un buon gallerista certamente sono soldi ben investiti.

Se invece sei già circondato dall’arte e in effetti hai dei soldi in avanzo che vuoi efficacemente investire in arte allora segui i consigli che ti ho dato sopra.

Ricordati che anche 10.000 euro sono molti soldi e puoi valutare di fare qualche operazione.

Quindi in una frase: non curarti da solo se non sei un medico, non riparare i freni della tua auto se non sei un meccanico e non investire in opere d’arte se non sei un gallerista o almeno suo socio.

Diffida da chi ti fa comprare l’arte come investimento, se davvero chi ti vende lo crede davvero dovrebbe firmarti un foglio dove si impegna al riacquisto!