Josè Molina: Hermanos

Il 6 maggio scorso l’Ambasciata spagnola ha dato il via a una collaborazione con Foqus, Fondazione Quartieri Spagnoli per la rigenerazione di una delle zone più degradate della città. Per la prima volta un Paese straniero entra in un progetto di riqualificazione urbana. La firma dell’accordo, avvenuta alla presenza del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e dei rappresentanti delle istituzioni spagnole, è stata suggellata dalla inaugurazione dell’ opera Hermanos creata dal nostro artista José Molina. L’opera di Josè allarga la collezione d’arte permanente della Fondazione Foqus, affiancandosi alle opere di grandi artisti italiani, come Blue and Joy, Mimmo Paladino, Umberto Manzo e Michelangelo Pistoletto.

Hermanos è una opera scultorea nata grazie all’unione tra arte tradizionale e stampa 3D e grazie al bell’incontro trasformatosi poi in una partnership tecnica con Prosilas azienda che dal 2003 opera nel campo dell’ additive manufacturing. La scultura è stata stampata tramite Sinterizzazione Laser Selettiva di polimeri, una tecnica di stampa 3D che consente di riprodurre oggetti di piccole e grandi dimensioni con una elevata accuratezza.

Per comprendere meglio le potenzialità della tecnologia 3D e aprire le nostre menti verso nuovi modi e mondi espressivi, rivolgiamo qualche domanda a Josè Molina e a Vanna Menco, Managing Director di Prosilas.

Josè a parte la curiosità cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla tecnologia 3D per realizzare le tue opere scultoree?

Ero molto attratto dall’idea di fondere l’arte con l’innovazione tecnologica per capire se era possibile trasmettere comunque emozioni. La sfida era riuscire a far comprendere che la tecnologia non necessariamente produce risultati freddi e distaccati ma può suscitare emozioni come succede con le tecniche più tradizionali, inoltre bisogna ammettere che la tecnologia 3D offre soluzioni tecniche con risultati che sarebbe impensabile ottenere dai materiali e dalle tecniche di scultura più “classiche” e questo per me significa semplicemente, esplorare i limiti artistici e le possibilità offerte da qualcosa di completamente nuovo. Vedo la stampa 3D come uno strumento utilissimo per il mio lavoro, allo stesso modo in cui un pittore considera il suo pennello uno strumento.

JOSè MOLINA

Vanna nel vostro caso cosa ha spinto una azienda come la vostra che trae già grandi soddisfazioni dal mondo industriale ad affrontare la sfida di una collaborazione artistica?

Sì, lavoriamo prevalentemente col settore industriali, questo è vero, ma l'arte ha sempre trovato posto tra i nostri interessi. Con i macchinari professionali per la stampa 3D si possono raggiungere alti livelli di precisione che consentono anche agli artisti di dare sfogo alla loro creatività e di lavorare su geometrie complesse difficilmente realizzabili con altre tecniche: la scultura Hermanos ne è un ottimo esempio.

Siamo certi che in futuro sempre più opere verranno realizzate con questa tecnologia.

Entriamo nel vivo del processo che ha preceduto il risultato finale di questa opera. Intanto quale significato ha questa scultura e da dove sei partito per crearla?

Hermanos in italiano significa Fratelli, l’Ambasciata mi ha chiesto di testimoniare attraverso l’arte, un sodalizio culturale tra i nostri due paesi che a volte si dà per scontato, ma che sia la Spagna sia l’Italia desideravano rinnovare e rigenerare. Visualmente ho scelto di rappresentare questa relazione attraverso due volti che si sfiorano e dalle cui teste come giardini nascono giovani rami che intrecciandosi tra loro rappresentano pensieri e azioni comuni. Ho studiato a lungo l’estetica novecentesca e modernista di Adolfo Wildt dalla quale ho preso qualche spunto, poi ho creato oltre 20 bozzetti su carta, confrontandomi di continuo con i modellatori 3D, per avvicinarci al risultato che ritenevo più soddisfacente. 

Da lì è partita la produzione vera e propria della scultura da parte della Prosilas e in seguito ho dato il via a uno speciale processo di ossidazione che richiede diversi passaggi e che determina l’effetto antico e classico della scultura, processo che sto ancora studiando per migliorarlo ulteriormente, inoltre insieme ad un giovane e dinamico studio di architettura abbiamo studiato base e piedistallo che nella percezione dello spettatore doveva rappresentare un unicum con l’opera stessa. 

Vanna invece quali sono stati i vostri passaggi per realizzare il prodotto finale? (non scenderei nei dettagli tecnici ma piuttosto spiegherei come avete approcciato un progetto di tipo artistico accennando anche se volete a qualche passaggio tecnico ma credo senza essere troppo tecnici visto che l’audience del blog della galleria è generale ma non gente del settore per intenderci)

Dietro le quinte si svolgono operazioni piuttosto complesse. Semplificando si può dire che la sequenza di lavorazione in generale è questa: riceviamo il file CAD già modellato e lo analizziamo per vedere che non siano presenti imperfezioni. Una volta finita questa prima verifica, prepariamo il file per la stampa 3D (a volte bisogna suddividere il disegno in più parti per realizzarlo, soprattutto per i progetti più grandi) e lo mandiamo in stampa.

Quando la stampa è terminata, le parti in nylon sinterizzato vengono fatte riposare e dopo di ciò i nostri tecnici ricontrollano le dimensioni e la qualità di quanto prodotto. Superati tutti i test, si parte con l'assemblaggio per ottenere il manufatto finale come richiesto.

Josè hai altri progetti per il futuro che prevedono l’uso della stampa 3d?

Sto lavorando ad un progetto di arte pubblica che si intitola Le Porte della Storia. 
Di solito il movimento della storia è abbastanza regolare, ma alcuni eventi hanno rappresentato uno “strappo” rispetto allo status quo  in essi c’era già il seme del futuro. Ho pensato quindi a 10 sculture che potessero rappresentare questi varchi che l’uomo ha dovuto attraversare per guadagnarsi la crescita e il cambiamento. La decima porta è quella del futuro, l’unica che ancora non ho immaginato!


Vanna invece come vedi il futuro della stampa 3D relazionato al mondo dell’arte, secondo te di quali strumenti, materiali ancora più innovativi gli artisti potranno avvalersi?


Stiamo vivendo proprio in un bel periodo: nel mercato sono già presenti tecnologie e materiali adatti per la creazione di opere d'arte, e molte altre novità faranno il loro debutto nel periodo 2019-2020.
La stampa 3D, come è stato dimostrato con la scultura Hermanos, può soddisfare le aspettative anche delle menti creative più esigenti e all'avanguardia. Per noi è sempre bello mettere al servizio degli artisti questa tecnologia per aiutarli ad esprimersi ai massimi livelli: vedere le loro idee prendere forma è qualcosa di unico.
Siamo certi che il connubio arte-scienza si farà sempre più sentire nei prossimi tempi, e da parte nostra c'è tutta la volontà di proseguire su questa strada.

JOSè MOLINA