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White Entropy è il nuovo progetto di Jacopo Di Cera dedicato al rapporto fragile e mutevole tra l’uomo e il paesaggio alpino.
Attraverso immagini zenitali delle montagne italiane e un’installazione immersiva che invita il pubblico a camminare sul letto di un ghiacciaio, la mostra ribalta il punto di vista: non siamo noi a osservare la montagna, ma è la montagna a osservare l’uomo, testimone silenziosa della sua presenza e delle sue trasformazioni sul territorio.
White Entropy nasce come una riflessione profonda sulla condizione attuale dei paesaggi alpini e sul ruolo dell’uomo nella loro trasformazione. Con il suo caratteristico sguardo zenitale, Jacopo Di Cera coglie la montagna dall’alto, restituendone forme, linee e ferite che il tempo e l’intervento umano hanno inciso sulla sua superficie. Il bianco della neve – simbolo di purezza, silenzio e immobilità apparente – diventa il punto di partenza per un’indagine visiva in cui la natura non è un fondale da contemplare, ma un organismo vivo che registra e racconta il cambiamento.
Il termine “entropia” guida l’intero progetto: è la misura fisica della trasformazione e della perdita, ma anche una metafora del nostro tempo, in cui gli equilibri ambientali si modificano con velocità crescente. Le immagini aeree realizzate dall’artista sulle principali catene montuose italiane – dal Monte Bianco alla Alpe di Siusi, dalle Dolomiti fino all’Appennino abruzzese – mostrano paesaggi che da millenni si ridisegnano autonomamente, oggi segnati in maniera evidente dall’azione dell’uomo.
Cuore della mostra è l’installazione site-specific che invita il visitatore a camminare su una grande stampa del letto del ghiacciaio del Monte Bianco. Ogni passo altera la superficie, mettendo in scena un gesto semplice e potente: ciò che vediamo svanire davanti ai nostri occhi è ciò che stiamo consumando nella realtà quotidiana. In questo modo l’esperienza diventa fisica, diretta, quasi inevitabile. Il pubblico è chiamato a percepire il paesaggio non come un elemento distante, ma come qualcosa che reagisce al nostro passaggio.
Collocata all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa, luogo di movimento e distrazione, White Entropy introduce una sospensione, un momento di ascolto. L’immagine dall’alto – distaccata, rigorosa, meditativa – diventa uno strumento per restituire profondità allo sguardo e spingere chi osserva a interrogarsi sul proprio ruolo nella crisi climatica. La montagna, capovolta, non è più solo paesaggio: diventa occhio, testimone e memoria.
Con questo progetto, Jacopo Di Cera prosegue la sua ricerca artistica dedicata ai temi sociali e ambientali, intrecciando fotografia, materia e narrazione per proporre una riflessione più ampia sul modo in cui abitiamo il mondo e sul segno che inevitabilmente lasciamo nel nostro passaggio.