Joan Miró

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Joan Miró: opere e biografia del “più surrealista di noi tutti”

Esponente del Surrealismo, l’artista Joan Miró è stato un pittore, ceramista e scultore spagnolo del ventesimo secolo. André Breton, poeta, saggista e critico d’arte, lo definì “il più surrealista di noi tutti”.

I primi anni di Joan Miró: vita di un giovane talento

Joan Miró (1858-1926) nacque dal matrimonio di un orefice e orologiaio, Miquel Miró Adzerias, con Dolores Ferrà di Oromi. Il primo approccio del giovane artista Mirò al disegno avvenne a soli otto anni. Durante tutta l’infanzia e l’adolescenza, egli si dedicò al perfezionamento della sua tecnica artistica, in parallelo agli studi commerciali.  

Per il giovane Joan Miró, Barcellona fu un trampolino di lancio. Qui frequentò l’Accademia Galí e il Circolo Artistico di Sant Lluc, entrando in contatto con personalità di spicco nel mondo dell’arte e scoprendo il Fauvismo.

L’artista si stabilì a Parigi nel 1920, attirato dalla comunità che orbitava attorno a Montparnasse. A Parigi avvenne l’incontro tra Joan Miró e Picasso, tra i più celebri pittori e scultori del XX secolo. In questo periodo, di notevole influenza sull’arte di Miró fu il circolo dadaista di Tristan Tzara. Grazie alla carica contagiosa di poeti e scrittori del Surrealismo, Miró virò in seguito verso l’astrattismo.

Dal 1929, anno del matrimonio con Pilar Juncosa, Joan Miró iniziò la sua sperimentazione artistica, realizzando litografie, acquaforte e sculture, cimentandosi con la pittura su carta catramata e sul vetro, e con la tecnica propria del Surrealismo (grattage), che consisteva nel “grattare” la pittura fresca appena stesa sulla tela o su altro supporto.

Tra le opere principali che appartengono a questo periodo di Joan Miró, Il carnevale di Arlecchino e La Fattoria e Peinture (Étoile bleue).

Joan Miró: La Fattoria

Dipinta tra il 1921 e il 1922 a olio su tela da Joan Miró, La fattoria misura 123.8x141.3 cm.

Il soggetto rappresentato nell’opera di Joan Miró La fattoria è uno dei luoghi d’infanzia dell’artista. Si tratta della fattoria di famiglia a Montroig del Camp, in Catalogna. I segni dell’influsso surrealista e astrattista sono ancora assenti. Prevale invece la tendenza del giovane Miró a rappresentare la realtà in stile naïf.

Joan Miró: Il carnevale di Arlecchino

Dipinta a olio su tela tra il 1924 e il 1925, l’opera di Joan Miró Il carnevale di Arlecchino misura 66x90,5 cm.

Nonostante l’opera precedesse la pubblicazione del manifesto del Surrealismo, Miró diede scrupolosamente attuazione al suo programma, utilizzando l’automatismo psichico, tecnica che prevedeva duri sforzi corporei per stimolare visioni fantastiche e surreali. In Il carnevale di Arlecchino, Miró dipinse un ampio spazio con oggetti fluttuanti che raccontano e invitano a prendere parte a una delle sue visioni.

Alcuni rimandi al mondo reale sono riconoscibili: un triangolo nero che rappresenta la Tour Eiffel, un gatto, un tavolo, una scala, un pesce. Ma nei quadri di Miró, il reale si trasforma e si reinventa, in un nuovo mondo che non risponde più - come nel precedente La Fattoria - al mondo visibile, ma solo all’immaginazione.

Gli anni della celebrità di Joan Miró: Surrealismo e disprezzo per la pittura convenzionale

Stabilitosi permanentemente tra Maiorca e Montroig, Joan Miró abbracciò sempre più forte la corrente di André Breton, che lo descrisse come “il più surrealista di noi tutti”. Negli scritti del tempo di Joan Miró, Surrealismo e pittura convenzionale sono dipinti come due mondi in opposizione.

Nella sua prima monografia, Joan Miró descrisse il suo desiderio di “assassinare” la pittura convenzionale per giungere a nuovi mezzi di espressione. Alla fine degli anni Quaranta, l’artista cominciò a dedicarsi a lavori sfusi di ceramica e a sculture in bronzo.

Dopo un decennio Joan Miró divenne un artista affermato: il premio per la grafica alla Biennale di Venezia e il Premio Internazionale Guggenheim sono solo alcuni tra i suoi maggiori successi. Nel 1972 nacque la Fundació Joan Miró (Barcellona). Sei anni dopo, l’artista realizzò nella stessa città la scultura Dona i ocell, ubicata nel parco Joan Miró.

Appartengono a questo periodo di Joan Miró opere come Femme et oiseaux devant la lune, Dona en la nuit e Le Soleil rouge.

Joan Miró: Femmes et oiseaux devant la lune

Nell’opera del 1946 di Joan Miró Femmes et oiseaux devant la lune, il tema della sessualità si lega alla notte, descritta in un insieme di opere di Miró realizzate tra il 1942 e il 1949. In Femmes et oiseaux devant la lune Miró ci incanta con i suoi tratti infantili ma sicuri, equilibrati.

Nel dipinto di Joan Miró Femmes et oiseaux la semplificazione delle forme è massima. Le figure appaiono come segni, che fluttuano tra macchie nere e pochi colori forti, in contrasto vivace con lo sfondo, il cui color ocra è evidenziato dal supporto in tela grezza.

Gli ultimi anni di Joan Miró

Dopo la caduta del franchismo, l’artista collezionò molti riconoscimenti anche in patria. Tra gli altri, la laurea honoris causa dall’Università di Barcellona e la Medalla d’Or de la Generalitat de Catalunya. A questo periodo risale la maggior parte delle opere di Joan Miró: ceramiche e pitture su vetro impegnarono l’artista nel corso anni Ottanta.

Negli ultimi anni di vita, lo stile di Joan Miró subì l’influsso le sue idee più radicali. L’artista si interessò infatti alla scultura gassosa e alla pittura quadridimensionale. Joan Miró si spense a Maiorca all’età di 90 anni.

Appartengono a questa fase di Joan Miró opere tra cui Costellazioni, Labirinto e La melodie acide.

Joan Miró: Costellazioni

La serie di Joan Miró Costellazioni, completata negli ultimi anni di vita, riassume vent’anni di vita e di ricerca dell’artista.

La serie, composta da 23 opere, è un ciclo di piccolo formato. Ciascuna opera nasceva da un incidente: la pulitura casuale dei pennelli sul supporto. In Costellazioni Miró descrisse il suo legame controverso e viscerale con la realtà, concepita come punto di partenza per un viaggio mitologico verso le stelle.

André Breton descrisse le Costellazioni di Miró come “dipinti superbi, da cui fuoriesce un torrente di amore e libertà”. Le tele di grandi dimensioni, attraverso colori plastici e a tratti aggressivi lasciano emergere l’ideologia di Joan Miró: arte come processo di scoperta, infinito come le sue raffinate opere.

Opere di Joan Miró: in vendita online con prezzi e quotazioni da Deodato Arte

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