Jacopo Di Cera porta “Vista Mare” a Mare d’Arte Festival 2026

Dal 3 al 12 luglio 2026, Milano Marittima ospita la seconda edizione di Mare d’Arte Festival, intitolata “Prospettive”. Promosso dal Comune di Cervia, il festival trasforma la città in un museo diffuso a cielo aperto, coinvolgendo gli spazi pubblici con appuntamenti gratuiti dedicati ad arte visiva, musica, letteratura, filosofia e spettacoli dal vivo.

Al centro del progetto c’è il legame tra Milano e Milano Marittima, unite dalla figura di Giuseppe Palanti. Artista, figurinista per il Teatro alla Scala, docente e vicepresidente dell’Accademia di Brera, Palanti fu anche progettista e urbanista: immaginò e progettò la città-giardino di Milano Marittima, definendone l’identità paesaggistica e architettonica.

Nel 2026, anno dell’ottantesimo anniversario della sua scomparsa e della nascita della Fondazione Palanti Romussi ETS, Mare d’Arte Festival rafforza questo dialogo tra le due città attraverso un programma che mette al centro la capacità dell’arte di creare connessioni tra territori, comunità e visioni differenti.

“Prospettive”, il tema dell’edizione 2026

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Prospettive”: un invito a osservare Milano Marittima da punti di vista differenti. Da un lato, dall’alto e da lontano, come paesaggio fatto di geometrie naturali e architettoniche; dall’altro, da vicino, come ecosistema umano, culturale e professionale in continua trasformazione.

In questo contesto si inserisce “Vista Mare”, il progetto di Jacopo Di Cera, tra le novità più significative di questa seconda edizione.

Jacopo Di Cera e “Vista Mare”

Il festival si apre simbolicamente già il 26 giugno con una preview milanese ospitata da Social Lab Scalo Porta Genova. Protagonista dell’anteprima è Jacopo Di Cera, artista noto a livello internazionale che, attraverso fotografia, installazioni e tecnologie immersive, affronta questioni ambientali, sociali e umane con un linguaggio ad alto impatto emotivo.

Con “Vista Mare”, Di Cera entra nel programma di Mare d’Arte Festival 2026 con un’installazione che sarà poi trasferita a Milano Marittima, dove resterà visitabile da luglio fino alla fine di agosto. Il progetto diventa così una delle opere centrali dell’edizione 2026 e un ponte ideale tra Milano e Milano Marittima.

Il titolo “Vista Mare” dialoga con il tema dell’edizione, “Prospettive”, che invita a osservare il territorio da punti di vista differenti. La mostra contribuisce quindi al racconto di Milano Marittima come luogo in cui arte, natura e architettura si intrecciano.

La curatela di Nicolas Ballario

A curare “Vista Mare” è Nicolas Ballario, critico d’arte, divulgatore culturale e vincitore del Premio Bassani. Formatosi accanto a Oliviero Toscani, Ballario entra nel progetto come una delle presenze più significative dell’edizione 2026, contribuendo a rafforzare il posizionamento culturale del festival sotto la direzione artistica di Gianluca Orazi.

Secondo Ballario, Mare d’Arte Festival rappresenta “un esempio virtuoso di come la cultura possa generare valore, identità e nuove opportunità per un territorio”. L’arte contemporanea, in questo contesto, diventa uno strumento di relazione tra persone, luoghi e generazioni diverse.

Un dialogo con l’eredità del festival

Mare d’Arte Festival 2026 prosegue il percorso avviato nella prima edizione, che ha visto la realizzazione di opere come “Non basta il canto delle sirene” di Valerio Berruti, oggi installata permanentemente sulla banchina nord del Porto Canale di Cervia, sul versante di Milano Marittima.

Il festival si concluderà con un incontro pubblico proprio accanto all’opera di Berruti. Sarà l’occasione per mettere in dialogo l’eredità culturale del 2025 con le nuove visioni del 2026, attraverso un confronto tra Valerio Berruti e Jacopo Di Cera.

Il progetto conferma così la volontà di Mare d’Arte Festival di non esaurirsi nella dimensione temporale della manifestazione, ma di produrre opere, contenuti e materiali destinati a entrare nel patrimonio pubblico, trasformando Milano Marittima in un museo diffuso.

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